Alessandro Bastasi

Ho iniziato a scrivere racconti parecchi anni fa, poi i casi della vita mi hanno deviato su altri percorsi. Ho ripreso qualche anno fa, riflettendo sulla mia esperienza di testimone diretto di un fatto storico tragico e grandioso: la dissoluzione dell’URSS, la fine del PCUS e il trapasso drammatico alla Russia di Eltsin nei primi anni Novanta. Poiché dalla fine del ’90 alla fine del ’93 per lunghi periodi ho vissuto in Russia, ho infatti assistito in prima persona alla trasformazione politica, sociale, culturale di quel paese, l’ho vissuta assieme ai russi con cui lavoravo e con cui ero in contatto. Questa esperienza è stata la molla che mi ha spinto a riprendere in mano la scrittura e a stendere il mio primo romanzo, “La fossa comune”, in cui quegli avvenimenti sono non solo lo scenario della vicenda narrata, ma fatti con cui il protagonista si confronta e si scontra. Il fatto che il romanzo sia stato apprezzato da chi l’ha letto mi ha poi convinto a riprovarci con un altro, di tutt’altra ambientazione, ma sempre con lo spirito della testimonianza civile, della riflessione romanzata sulla storia nella quale viviamo, per esplorarne i meandri, gli interstizi, le conseguenze sulle nostre esistenze.